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Il C.S.E. è considerato nella dgr 20763/2005 come “Servizio diurno per disabili la cui fragilità non sia compresa tra quelle riconducibili al sistema socio sanitario”. Si definisce quindi come Unità di Offerta Sociale che accoglie persone disabili adulte con compromissione del funzionamento intellettivo ed adattivo che non sono attualmente collocabili in ambiente lavorativo, ma possiedono capacità relazionali, adattive, di comunicazione e margini di autonomia crescenti che non possono essere sviluppati all’interno dei servizi già costituiti.
La dotazione del personale è calcolata in base allo standard di “1 operatore ogni 5 utenti frequentanti”, definito dalla dgr 20763/2005, “rapportando il personale alle ore complessive di frequenza degli utenti -sia interne che esterne alla struttura” (A.S.L. Brescia) A questi si aggiungono, in appoggio (e pertanto non utilizzati per il raggiungimento degli standard regionali): · Volontari che frequentano i Servizi con una media di 2 ore settimanali Il C.S.E. per la supervisione del funzionamento, per la valutazione degli inserimenti e delle dimissioni si avvale delle competenze specifiche della Psicologa, del Responsabile dei servizi ANFFAS e dell’Équipe Multidisciplinare di Valutazione del Servizio Disabilità ed Handicap dell’A.S.L. e delle Assistenti Sociali dei Comuni interessati
Il C.S.E. si pone come obiettivo generale il miglioramento della qualità di vita intendendo questa come livello di abilità e di sviluppo raggiunto, numero e qualità delle interazioni interpersonali soddisfacenti, grado di adeguatezza del luogo di vita, possibilità di partecipazione sociale, grado di benessere fisico.
Nel C.S.E. l’integrazione sociale
gioca un ruolo di particolare rilievo. Tale concetto si articola in vari livelli
tra i quali: Pertanto il progetto C.S.E. si articola più dettagliatamente su due aree di obiettivi: 1) L’ACQUISIZIONE DI COMPETENZE SOCIALI (autonomia personale, autonomia sociale, comunicazione, aspetti cognitivi, aspetti affettivi-emotivi) 2) INFORMAZIONE/FORMAZIONE/COLLABORAZIONE COL TERRITORIO al fine di favorire le condizioni per l’integrazione. Il perseguimento di tale obiettivo non può non fare riferimento ad un’organizzazione complessa articolata in un LAVORO DI RETE in cui il C.S.E. è solo uno degli attori. Gli interventi educativi si perseguono attraverso la stesura di un Progetto Educativo Individualizzato a lungo termine (valido per 4 anni) e di uno per l’anno corrente: ogni intervento è soggetto a verifica e a eventuali correzioni/integrazioni/sospensione. Il progetto deve prevedere:
1)
una diagnosi funzionale con l’obiettivo di avere una conoscenza
approfondita 2) l’identificazione di obiettivi concreti a medio - lungo termine 3) la strutturazione di attività interne utili al raggiungimento di alcune competenze specifiche 4) una mappatura dei servizi e delle strutture del territorio usufruibili e l’attivazione di una rete per la strutturazione di attività esterne utili per il raggiungimento di obiettivi specifici e per quello più generale dell’integrazione sociale 5) la costante verifica del progetto
Le attività finalizzate al raggiungimento degli obiettivi suddetti si dividono in ESTERNE ed INTERNE. ¨ Le attività esterne, svolte al di fuori della struttura, utilizzano le risorse presenti sul territorio al fine di incrementare le autonomie sociali e permettere l'integrazione
¨ Le attività interne alla struttura fungono da “palestra” di apprendimento degli stessi obiettivi da conseguire all’esterno e mirano, in particolare, a monitorare il benessere personale e familiare che si persegue con l’integrazione sociale
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